IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Avvisi della settimana 29 gennaio – 5 febbraio

 

 

Þ Domenica 29, 64ᵃ Giornata mondiale dei malati di lebbra

· In piazza: vendita arance AIRC per la ricerca sul cancro

Þ Lunedì 30 ore 20.45: Consiglio del Circolo Noi

Þ Martedì 31, ore 20.30: Laboratorio di preghiera e vita

  • Ore 20.45: riunione dei genitori dei bambini di 5 elementare

Þ Mercoledì 1 febbraio, ore 16.00: rosario ogni settimana presso il Centro Aperto per anziani

· ore 20.45: incontro Adolescenti

Þ Giovedì 2: festa della presentazione del Signore (candelora) ore 20.00 rito della luce e a seguire Messa

Þ Venerdì 03 ore 15.00 Messa di san Biagio, con benedizione della gola

· ore 18.00: catechismo 1 e 2 media

· Ore 20.30: incontro 3 media

Þ Sabato 4 presso Madonna del Popolo: festa della Vita per gli adolescenti e giovani della vicaria. Iscrizioni entro mercoledì 1 in canonica o con gli animatori

Þ Domenica 5: Festa della Vita. Sensibilizzazione e raccolta per il Centro Aiuto Vita di Villafranca

SCUOLA: E’ QUESTO IL MOMENTO DI FARE LA SCELTA DI AVVALERSI DELL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA (IRC)

Papa Francesco: “L’educazione non può essere neutra: o arricchisce o impoverisce”.

Si rinnova l’ invito alle famiglie a sostenere e motivare i figli ad avvalersi anche per il prossimo anno scolastico dell’insegnamento della religione cattolica.

“La società italiana è sempre più plurale e multiforme, ma la storia da cui veniamo è un dato immodificabile”.

Partecipare “non è una dichiarazione di appartenenza religiosa, né pretende di condizionare la coscienza di alcuno”.

Scelgo religione cattolica a scuola perché…

  • Posso conoscere la cultura del paese in cui vivo
  • Ho voglia di confrontarmi con tutti
  • Non ho paura di dire chi sono
  • Posso anch’io dire la mia sui grandi perché della vita…

Raccolta di domenica 22: euro 1079

Risultati del questionario per il giornalino La Sorgente (fino al 28.01.17).

 

DOMANDE SEGNA CON UNA CROCETTA LA PREFERENZA
Ricevi regolarmente il giornalino?

 

Sempre

88

qualche volta

1

mai
Riesci a leggerlo almeno in parte?

 

Sempre

75

qualche volta

13

mai
Ritieni le diverse rubriche utili?

 

Molto

71

Poco

17

nulla
Ritieni il linguaggio usato comprensibile?

 

Molto

83

Poco

6

nulla
Hai utilizzato il calendario mensile per conoscere le attività della parrocchia? Molto

56

Poco

28

Nulla

5

Hai usato i temi del giornalino per discuterne in casa?

 

Sempre

8

qualche volta

61

mai

20

Vengono trattati argomenti di tuo interesse?

 

Molto

70

Poco

17

Nulla

2

Trovi equilibrata la proporzione tra scritto e foto?

 

Molto

76

Poco

11

Nulla

2

È giusto che il giornalino sia portato in tutte le case?

 

      Si

58

No

17

Forse

14

 

Hai qualche suggerimento o idea da proporre? Più vita di Povegliano; carta più semplice; in bianco e nero; più articoli per ragazzi; versione digitale; testimonianze di persone e famiglie; meno fogli;  distribuzione solo in chiesa; per abbonamento; più sponsor; “venga sempre distribuito perché anche attraverso il Giornalino siamo comunità” “entra regolarmente nella mia famiglia e non saprei farne a meno” “Grazie!”

 

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Quarta domenica del Tempo Ordinario –  29 GENNAIO 2017

 

Letture:  Sof 2,3; 3,12-13   Sal    1Cor 1,26-31   Mt 5,1-12

Dal Salmo 145 Ritornello: Beati i poveri in spirito.

Vangelo: In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

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64°ma Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra – 28 e 29 gennaio 20127

 Ogni anno, la lebbra contagia 211 000 persone di cui 19 000 bambini: un nuovo caso ogni 2 minuti! La lebbra, esiste ancora! In alcuni Paesi è anche in aumento. Negli ultimi 10 anni, abbiamo purtroppo constatato che la malattia non diminuisce più! Stagna a circa 211 000 nuovi casi ogni anno. “Oggi, la lebbra non è più solamente un problema medico, ma anche e soprattutto umano. Si tratta di dire se, sì o no, accettiamo che migliaia di esseri, perché sono malati, possano essere trattati come banditi, isolati, condannati a morire nella miseria e nella disperazione. È del silenzio che saremo, un giorno, complici”.  Raoul Follereau all’ONU nel 1952.

La Fondazione Raoul Follereau ha tre obiettivi prioritari: fermare la trasmissione della malattia, prevenire le invalidità e continuare a combattere tutte le barriere dell’esclusione sociale.

Occorre moltiplicare le visite in seno alle comunità e non aspettare che le persone contagiate si rechino loro stesse in uno dispensario, perché, troppo spesso in questi casi, la lebbra è già ad uno stadio molto avanzato e certe lesioni si rivelano irreversibili.

Occorre approfondire la ricerca, particolarmente nella chemio-profilassi che consiste nel dare un trattamento a tutte le persone sane che vivono in un ambiente ad alto rischio

È necessario ridurre il numero di complicazioni neurologiche che provocano infermità molto gravi in tanti ammalati. Invalidità che colpiscono principalmente i nervi periferici a tre livelli: facciale, particolarmente gli occhi con l’impossibilità  di chiudere le palpebre; membri superiori (paralisi) delle dita; membri inferiori (paralisi dei piedi). Così, più di 14.000 persone diventano invalidi ogni anno nel mondo (cifre 2015).

Per il sostegno alla formazione e al reinserimento professionale, la Fondazione Raoul Follereau aiuta i malati a riprendere il loro posto nella società, vivendo dignitosamente del loro lavoro, pur con le loro diverse abilità e i loro problemi fisici e sociali.

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